Ultima modifica: 27 Aprile 2019
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“Lo sport unisce” parola di Nelson Mandela

Dopo la visione del film INVICTUS ecco le considerazioni di un’alunna di terza media

Il film Invictus racconta la storia di come Nelson Mandela (presidente del Sudafrica) e Francois Pienaar (capitano degli Springboks, nazionale sudafricana di rugby) lottarono insieme per la pacificazione e la riunificazione del loro Paese.

Il film è ambientato nel 1995 durante la Coppa del mondo: in questo periodo cadde l’apartheid e la segregazione razziale, istituita nel 1948 e rimasta in vigore fino al 1994.

Il Paese era ancora diviso dall’odio fra i neri e i bianchi e simbolo di questo divenne la nazionale di rugby degli Springboks, simbolo dell’orgoglio bianco e per questo detestata dai neri; proprio in seguito alla caduta del regime dell’apartheid venne riammessa nelle competizioni internazionali dopo un’esclusione di circa un decennio.[ In vista della Coppa del Mondo del 1995, ospitata proprio dal Sudafrica, Mandela si interessa alle sorti della squadra, con la speranza che un’eventuale vittoria contribuisca a rafforzare l’orgoglio nazionale e lo spirito di unità del paese. In particolare, entra in contatto con il capitano Francois Pienaar, facendogli capire l’importanza politica della incombente competizione sportiva. Questa frequentazione fra Pienaar e Mandela dà inizio a una serie di eventi che rafforzano il morale degli Springboks e li conducono in un fortunato cammino nella Coppa del Mondo, fino a una insperata vittoria in finale contro i temibili All Blacks (la nazionale di rugby a 15 neozelandese). Il successo della nazionale diventa simbolo del riavvicinamento della popolazione nera alla popolazione bianca e del procedere del processo di integrazione.

Dopo aver visto questo film concordo in pieno con l’ideologia di Mandela: “Lo sport ha il potere di cambiare il mondo. Ha il potere di ispirare, di unire le persone in una maniera che pochi di noi possono fare. Parla ai giovani in un linguaggio che loro capiscono. Lo sport ha il potere di creare speranza dove c’è disperazione. È più potente dei governi nel rompere le barriere razziali ed è capace di ridere in faccia a tutte le discriminazioni. L’eredità di un Campione sportivo è quella di lasciare un mondo dove le regole del gioco sono uguali per tutti, e il comportamento è guidato dal fair play e dalla grande sportività.”

Lo sport ha il potere di cambiare il mondo perché tutte le persone, quando praticano uno sport, devono seguire le stesse regole e gli stessi criteri, perché se tutti facessero cose diverse non si potrebbe giocare. La più importante di queste regole da seguire è il fair play: queste regole fanno capire che abbiamo tutti gli stessi diritti e tra questi c’è il diritto all’errore. Siamo tutti essere umani, nessuno è perfetto e tutti commettono errori: essere consapevoli di questo porta al perdono. La violenza e gli inganni non portano mai ad un buon fine: questo ci insegna a giocare in modo onesto.

Lo sport è un linguaggio internazionale comprensibile a tutti perché è l’attività umana più diffusa al mondo, a prescindere da ogni lingua e classe sociale: possiamo affermare questo grazie al numero immenso di coloro che praticano uno sport e di coloro che amano guardare lo sport come spettacolo.

Un campione sportivo lascia come eredità un mondo “onesto” perché le regole del fair play non valgono solo per gli sportivi ma anche per gli spettatori.


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